La lunga permanenza in terra argentina prosegue, almeno fino ad adesso, senza apparenti difficoltà. La lontananza da casa e soprattutto da Barbara è sempre forte ma la consapevolezza che oramai abbiamo scollinato e che manca poco più di una settimana al mio rientro, fa affrontare il tutto col sorriso!
Nella terra del manzo debbo dire che sto difendendo con onore i colori italici, ingurgitando una tale quantità di carne che oggi, per esempio, in accordo col mio collega indiano e soprattutto col mio stomaco, ho deciso di pranzare con un semplice panino, frutta ed Actimel (che qui costa molto meno) per riequilibrare le cose!!
Moltissime le cose viste, tantissime le passeggiate blocks dopo blocks e bellissimi i mercatini caratteristici. C'è poco da fare, l'aria che si respira qui mi ricorda il mio sud. Tutto si muove lentamente, la gente è molto calorosa, il tempo è fantastico e se magna da Dio!!!! Per giunta poi ci sono molte parole che assomigliano al dialetto salentino, probabili reminescenze della dominazione spagnola. Un esempio?? Mujere...in salentino significa moglie, in spagnolo donna...siamo lì! Piccoli adattamenti del tempo! :D
Davanti a me avevo anche dei giorni di vacanza per festa nazionale che cadevano a pennello per la qualità sugli 800. Bene, la decisione era presa...puntare tutto su quell'allenamento per capire in che stato fossi e quindi pianificare l'immediato futuro.
Veniamo quindi a giovedì scorso!
La mattinata non parte benissimo con uno squaraus di proporzioni bibliche per probabile freddo o per ingredienti incerti nella Milanesas magnata la sera prima. Svuotati i "tubi", verso le 12 sono uscito dal residence con passo sicuro. Sole PIENO, lieve venticello e buona temperatura. Ci piace!
Arrivato al parco misuro col gps gli 800 metri, abbondando un pochetto (non si sa mai). Trovo i miei punti di riferimento (pali, statue e via dicendo) e parto con lo stretching. Il percorso intorno al parco è affollato di turisti, gente con i cani, gente in bicicletta (c'è un pezzo di ciclabile sul rettilineo opposto alla partenza) e semplici runner. Insomma 'na paranza di persone che mi complicheranno un po' le cose.
Da aggiungere che l'asfalto è molto molto sconnesso e in alcuni punti ho preso letteralmente il volo ritardando più volte gli appoggi ed andando in lieve fuori giri.
Vabè a parte tutte 'ste menate, questo è quello che il garmin training center dice (che di solito arrotonda per difetto le distanze):
825m in 2'30''55 - media 3'02''/km
821m in 2'36''07 - media 3'10''/km
814m in 2'27''58 - media 3'01''/km
La prima ripetuta l'ho fatta a CANNONE senza risparmiarmi. Curve a 90° fatte larghe per mantenere velocità, zigzag tra turisti del caiser (quale io sono eh eh) e musica truzza a pompare nelle vene.
Chiudo in 2'30''...gagliardo, mi piace! Certo, sono oltre l'obiettivo ma gli 800 metri erano per eccesso e poi tutta la gimcana tra turisti...si si, mi piace! Ottimismo Gianni!!!
Recupero 6 minuti e parto per la seconda ripetuta dove ho accusato quella che io chiamo "paura della fatica". Esatto...è quel tipo di paura che non ti permette di affrontare a BUMBAZZA gli allenamenti di qualità. Non che bisogna ammazzarsi per carità, ma bisogna anche saper resistere al vero e proprio dolore che l'acido lattico ti trasmette.
E se si corre con quella paura si parte lenti e si finisce ancora più lenti!
E così è stato...correndo "senza testa" si finisce per cedere alla fatica ed allora scali di marcia e progressivamente perdi in frequenza di passo e i secondi passano veloci. Non per niente chiudo con un pessimo 2'36''.
Arrabbiato con me stesso ripenso ai discorsi col mister e cerco di focalizzare tutta la mia rabbia e la determinazione nelle gambe e nell'ultimo giro che mi aspetta...non si deve ragionare su un 800..si corre veloce e lo si fa da subito! Non ci sono scuse che reggano...il doppio giro della morte non si chiama così a caso!
E' ora! Parto nuovamente a CANNONE...le gambe spingono ma la fatica è enorme! Sul lungo rettilineo invaso di gente stringo i denti come non mai...mi sentivo pesante come una roccia ma sentivo anche che la frequenza di passo c'era tutta...Nel finale per poco non mi vado a sfracellare su un ciclista che veniva nella direzione opposta e che, 'tacci sua, non si è spostato di un cm...ci urtiamo così le spalle e mi trattengo dal dirgli un molto poco international "VAFF****O"!
Quando premo "lap" però tutto passa!!!! C'è soddisfazione!!! 2'27'' senza molte qualità nelle spalle ma con tanta grinta!
Poi è stata la volta dei 200 credo abbastanza precisi (4 cartelli stradali posti a 50 metri l'uno dall'altro!):
29''78 - 29''67 - 33''07
In serata il giusto premio...
Nel quartiere di Retiro, in pieno Microcentro la scelta è caduta su un locale consigliatoci dai colleghi autoctoni, La Chacra "El restaurante màs tipico de Buenos Aires".
Ordiniamo uno startup di empanadas di carne ed un secondo massiccio con 500 grammi di bife de Chorizo di proporzioni bibliche.
La foto non rende l'idea perché la prospettiva mi ha fregato, ma vi assicuro che era alta 3 dita e grande quanto tutto il piatto!
Inutile dirvi che al termine eravamo ampiamente fuori combattimento...distrutti ma satolli!