E' adatto soprattutto ad amatori/master (anche principianti). la parte teorica è concentrata, semplice, ma rigorosa. abbiamo dato importanza ad aspetti in genere tralasciati in molte pubblicazioni e ad aspetti pratici (anche su alimentazione, forza, stretching, abbigliamento, psicologia). alcune chicche tecniche innovative poi interesseranno anche i già esperti.
Parte del leone le numerose tabelle, che coprono una forbice di velocità tra 6 e 3'20/km. La grafica è elegante.
Il libro costa 18 euro e, oltre che in alcune librerie, è possibile acquistarlo e riceverlo comodamente a casa (senza spese aggiuntive) scrivendo alla seguente mail e indicando nella mail "amico di luc": dimatteo@ateneapoli.it
Come altri blogger anch'io ho avuto modo di testare un paio di nuove fiammanti scarpe Adidas facenti parte della nuova collezione. Non ho avuto molta fortuna sia per il modello e sia per il colore eh eh trattandosi delle massicce (ma non troppo) Supernova Sequence 5 e del colore da me ribattezzato "night escort" che crea quell'atmosfera in più nelle buie notti torinesi! :D
Partiamo proprio dall'effimero...la colorazione. Se la vostra ragazza le guarda e vi dice "uhhhh che bei lacci, li voglio!!!" capite immediatamente che qualcosa non va e pregherete solo che il DIO FANGO faccia il resto!
Quindi, predominio di bianco con lacci color, facciamoci del male, SALMONE ("rosa" non lo posso proprio nominare...), tallone color SALMONE e bande adidas LUCCICOSE con retrogusto SALMONATO.
Vabè, una scelta "coraggiosa" sicuramente ma che non si confà proprio alle mie preferenze cromatiche! Ovviamente mamma Adidas ha pensato bene di proporre diverse varianti (tipo blu) e quindi il SALMONE essendo roba facilmente bypassabile, possiamo lasciarlo nel frigo!
Continuiamo con la struttura. Scarpe solide queste Sequence 5, classificate addirittura tra le "stabili", scarpe cioè con lieve effetto anti-pronazione (zona interna del piede composta da gomma più dura che ostacola la caduta interna della caviglia). Lievemente pesanti con i loro 328gr. (al numero 42) hanno comunque subito una dieta dimagrante e quindi si collocano molto vicine alle AMATISSIME Cushion 20, scarpe dalla rinomata ammortizzazione e reattività.
La pianta, come si conviene con tutte le Adidas, è abbastanza larga, quindi anche questo modello si adatta perfettamente ai PIEDONI che soffrono di fastidi nell'avampiede.
Infine segnalo la ormai onnipresente compatibilità miCoach con il classico inserto sotto il plantare estraibile.
E veniamo alle sensazioni...gioie e dolori amici miei. Purtroppo non ho avuto un ottimo feeling, mi spiego. Le scarpe calzano come dei guanti, sono belle protettive e ammortizzano benissimo. Reggono bene anche il cambio di andatura fino ai 4'/km senza problemi di ottenere sensazioni di poca flessibilità (certo non si arriva al piacere dato dalle Cushion) e di eccessivo sforzo plantare. Il vero problema sono state le vesciche...cavolo, mai sofferto troppo di codeste creature eppure il piede sinistro ha subito l'onta.
Ovviamente questo discorso è prettamente personale però mi sembra giusto parlarne.
Insomma una scarpa che secondo me può adattarsi bene ai runner di peso medio/pesante e che magari soffrono di lieve pronazione e vogliono una scarpa che li "aiuti" in questo senso. indicata anche a chi corre giusto per il piacere di farlo e quindi magari ha un passo non troppo allegro (sopra i 5'/km).
Per tutti gli altri non trovo un particolare motivo per consigliarle ed anzi opterei per i due modelli di punta, le Cushion e le Glide.
Qualche dettaglio tecnico:
Le scarpe da running adidas Supernova Sequence 5 da uomo, dall'aspetto affusolato per una falcata più confortevole e potente, presentano una struttura GEOFIT™+ anatomica e una tomaia in Airmesh traspirante per mantenere i piedi freschi ad ogni passo. Queste scarpe garantiscono, inoltre, l'ammortizzazione ADIPRENE® per l'assorbimento degli urti e il supporto TORSION® dell'arco plantare.
Peso: 328 g (numero 42)
La tecnologia FORMOTION® si adatta alle caratteristiche della superficie per una corsa ancora più regolare e confortevole
Tomaia in mesh per la massima traspirabilità; agevole supporto e calzata dell'avampiede garantiti dal rivestimento in micropelle
ADIPRENE®+ nell'avampiede garantisce propulsione ed efficienza; soletta interna EVA preformata per una calzata all'insegna del comfort; la tecnologia TORSION® offre supporto in grado di adattarsi all'arco plantare
L'inserto ADIPRENE® sotto il tallone garantisce un'ammortizzazione superiore ad ogni impatto; compatibile con miCoach
La suola ADIWEAR™ è il massimo in fatto di resistenza nei punti più soggetti a usura; presa sicura grazie alla suola in gomma Continental™
Sono le 19.25 e sono seduto per terra, in questo "alta velocità" immobile come una foglia in una giornata senza vento.
La causa sembra essere un incidente in prossimità di Milano Certosa...un investimento pare. Sirene del 118, poliziotti che percorrono veloci le carrozze, un via vai confuso tra telefonate, imprecazioni futili e risate fuori luogo, e poi io, immerso nei miei pensieri, tra una telefonata col mio amore, una lettura di qualche pagina di quel libro comprato pochi giorni fa e i sogni, che immancabili mettono alla prova la mia lucidità.
Seduto sulla moquette nello spazio tra i vagoni, ripensavo alla sera di quel lungo, il primo allenamento di una tabella partita con troppo ritardo.
Doveva essere una seduta da correre con non troppa foga, trattandosi di ben 18 chilometri e soprattutto trattandosi della prima settimana di tabella dopo il lungo stop, ma la realtà, come spesso accade, è stata ben diversa.
Giornata di lavoro lunga, poi quel treno, la metro ed infine l'autobus...tutto improvvisamente è alle mie spalle adesso. Indosso ho la mia fidata X-Bionic, nera, aderente, cattiva...calzoncini corti, sempre neri, a fasciare metà gambe e super testate Adidas Cushion 20 a proteggere i miei piedi. Esco così, senza musica nelle orecchie e con solo tanta voglia di correre, di sentire l'aria, il freddo ed il buio. Il parco mi chiamava...
I primi chilometri corrono via tranquilli ad un ritmo piacevole. Cerco l'automatismo del gesto, della respirazione, dell'oscillazione delle braccia. Movimenti questi che raggiungono la vera sincronia solo dopo qualche chilometro, solo quando ci si lascia andare veramente alla corsa, quando ci si arrende e ci si concede totalmente a quel movimento ciclico e ripetitivo. Il corpo in fondo sa come fare, va solo lasciato libero di esprimersi. E' solo a quel punto che i pensieri prendono una forma diversa e ti accorgi di percorrere centinaia di metri senza apparente fatica, senza rumore, senza ricordi. Una sorta di trance nella quale liberi lo stress e paradossalmente ti ricarichi di energia.
Corpo e mente viaggiano adesso a due velocità diverse, ognuno al suo ritmo ideale, ognuno nel suo mondo.
Molti dei miei post sono nati così, tra gli alberi e le foglie cadute, tra il freddo ed il buio, parole che improvvise sgorgano dal mio io, pensieri particolari che prendono forma solo in quegli istanti. Miscele di odori e colori che si tramutano in pure sensazioni. Vorresti catturarli quei pensieri, vorresti buttarli su carta o tramutarli in inchiostro elettronico indelebile perché troppo belli, troppo preziosi...ma così come arrivano così spariscono, tra le nuvole di polvere alzate dai miei passi e via via si allontanano sempre più, rimanendo incastonati nella terra appena calpestata.
Così è stato anche quel giorno...
Chilometro dopo chilometro sentivo la vita percorrere le mie vene velocemente, il calore invadermi l'anima e una strana consapevolezza guidare il mio istinto lungo le buie strade di un parco apparentemente immobile.
Ma è stato solo dopo 12 lunghi chilometri che la fatica di quel gesto diventava qualcosa di diverso, di sopportabile, di necessario.
Le gambe stanche cercavano altro, volevano altro. La mente viaggiava veloce. La trasformazione era ormai in atto...
Osservavo l'ombra di me stesso disegnata sull'asfalto, perfetta nelle sue curve che mi superava e rincorreva allo stesso tempo, lampione dopo lampione.
Vedevo deltoidi ben definiti, braccia muscolose e spalle che ordinate spingevano ogni passo più avanti.
La schiena era forte e dritta e le gambe aggredivano con forza l'asfalto e la terra, quasi a farsene beffa.
La testa era alta e lo sguardo fisso e fiero scrutava il buio davanti a me sfidando tutto e tutti, come fosse in cerca di qualcosa, di qualcuno, di una preda.
Il fiato era tempesta nella notte, nuvole bianche di condensa che apparivano e veloci scomparivano, proteggendo la mia anonimosità.
I denti erano zanne da mostrare in un ghigno di fatica e rabbia mentre il freddo vento mi schiaffeggiava.
Non ero più un uomo ma un lupo che correva nel suo habitat, scivolando tra gli alberi e nel buio, veloce e letale...mi immaginavo così e sentivo l'odore della mia preda, della sua carne, mentre ansimando la rincorrevo sempre più rabbioso ed aggressivo. La mia non era più corsa, nè assomigliava ad alcun allenamento programmato, bensì scivolavo nel buio della notte sotto forma di puro istinto, incurante di chi avevo intorno, incurante di me stesso.
Assaporavo la forza che quel momento mi regalava...5 lunghi chilomentri di rincorsa, sempre più furiosa e cattiva inseguendo qualcosa, qualcuno, forse me stesso.
Ciò che portiamo dentro ha un origine spesso ignota a noi. Manifestazioni di noi stessi sotto varie forme che talvolta ci spaventano, altre volte ci fanno percepire la vita, la natura e quello che abbiamo intorno, in maniera completamente diversa.
Dicono che fare sport porti ad una certa dipendenza, quasi fosse una droga. Non posso darne torto, per me è esattamente così. Ho anche sentito dire che lunghe ed intense sessioni possono portare effetti simili a quelli della cannabis. Beh in questo caso non ho termine di paragone avendo sin dall'infanzia percepito il fumo, le droghe, l'alcool o qualsiasi cosa che confondesse pesantemente le mie percezioni o il mio fisico, come qualcosa di negativo e pericoloso. Ho sempre percepito lo sport come la vera trasgressione. La potenza del fisico e dell'anima che combattono contro la fatica dello sforzo...un qualcosa di semplicemente EPICO.
Dopo 5 lunghi chilometri il mio folle inseguimento finiva...ero sazio, completamente satollo di emozioni, la mia anima era felicemente stravolta ed il mio fisico stanco chiedeva riposo.
Per 20 minuti scarsi ho vissuto in un altro luogo ed in un altro tempo. Un tempo forse dove la consapevolezza della mia forza e della mia rabbia erano lupo e tutte le mie paure soltanto una preda da inseguire e sbranare.
Lo "Zio Califfo" mi pretende ed insieme a lui anche la pista, arancione o blu che sia, chiede il mio scalpo!
Le miti temperature di questi giorni mi hanno permesso di allenare le zampe in apparente tranquillità, facendomi chiudere il giro delle "sedute di richiamo" (neanche fosse un vaccino! :D) in perfetta puntualità.
Dopo la settimana di lenti "allegri" a mo' di sfogo, è venuta la settimana dove inserire il lungo ed il medio.
Il primo è stato sfornato venerdì, dopo un tentativo maldestro fatto giovedì e miseramente naufragato sugli 11,5K. Tentativo che però verrà ricordato per l'enorme successo di portare la mia bella nuovamente a calpestare foglie e sassi in attesta che il suo io runnereccio si impossessi nuovamente di lei! Daje!!! Oh, la corruzione è riuscita solo dopo averle promesso l'uso della mia x-bionic che vedete in foto! :D
Il giorno dopo invece ho preso per i capelli me stesso e, seppur con un non piacevole vescicume alle piante dei piedi, ho trottato per il bel parco in lungo ed in largo fino a chiudere la mitica distanza dei 15K alla media di 4'30''/km...media appunto perché in fondo si è trattato di corsa in progressione. Ma non diciamolo troppo forte...
E veniamo al medio domenicale. Come vi avevo anticipato ho partecipato alla "Folle del Ruffini", chiamata, voglio immaginare, per la follia del suo tortuosissimo ma piacevolissimo percorso...giro che ci ha permesso di percorrere un 10km solcando quasi sempre strade diverse. Tanto di cappello! E devo anche dire che un pezzo di parco mi mancava! 7 euro il costo della gara con una maglietta tecnica a maniche lunghe che va a colmare un buco del mio abbigliamento tecnico!
Organizzazione impeccabile per quanto mi riguarda con buona segnalazione del percorso e location niente male.
Gara tranquilla la mia con partenza dalle retrovie e via a gustarmi e godermi la fiumana di persone...sembrava quasi di aver invitato un po' di gente a casa mia, era piacevole! Nessuna velleità agonistica ma solo un "salviamo la pellaccia"!
Primi 7K mantenuti perciò intorno ai 4'/km per poi osare qualcosa di più con una buona progressione solo negli ultimi 3, chiusi precisamente in 3'53'', 3'51'' ed infine 3'43'', galvanizzato dalle ottime sensazioni e dall'atmosfera sempre gagliarda che si respira in una gara!
Ora si parte a testa bassa e denti stretti con il periodo di allenamento invernale. Gli orari di veglia sono un po' "estremi" ed il lavoro chiede e pretende tante energie. Vedremo di conciliare il tutto, anche questa volta!
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