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venerdì 25 marzo 2011

Caballo "in loco" & Caballo Loco


La lunga permanenza in terra argentina prosegue, almeno fino ad adesso, senza apparenti difficoltà. La lontananza da casa e soprattutto da Barbara è sempre forte ma la consapevolezza che oramai abbiamo scollinato e che manca poco più di una settimana al mio rientro, fa affrontare il tutto col sorriso!

Nella terra del manzo debbo dire che sto difendendo con onore i colori italici, ingurgitando una tale quantità di carne che oggi, per esempio, in accordo col mio collega indiano e soprattutto col mio stomaco, ho deciso di pranzare con un semplice panino, frutta ed Actimel (che qui costa molto meno) per riequilibrare le cose!!

Moltissime le cose viste, tantissime le passeggiate blocks dopo blocks e bellissimi i mercatini caratteristici. C'è poco da fare, l'aria che si respira qui mi ricorda il mio sud. Tutto si muove lentamente, la gente è molto calorosa, il tempo è fantastico e se magna da Dio!!!! Per giunta poi ci sono molte parole che assomigliano al dialetto salentino, probabili reminescenze della dominazione spagnola. Un esempio?? Mujere...in salentino significa moglie, in spagnolo donna...siamo lì! Piccoli adattamenti del tempo! :D

Il settore corse ha anche e finalmente qualcosa da dire...qualche giorno fa propongo la lista della spesa (gare) al mister che giustamente mi fa notare quanto lontani dai binari fossimo...ne nasce un piccola discussione dove a mia difesa presento il conto degli allenamenti fatti sul tapiro(seppur medi e lenti - max velocità 15km/h) ed il tanto potenziamento eseguito grazie a panca e macchine. A proposito, la palestra(ina) del residence è questa qui a destra.

Davanti a me avevo anche dei giorni di vacanza per festa nazionale che cadevano a pennello per la qualità sugli 800. Bene, la decisione era presa...puntare tutto su quell'allenamento per capire in che stato fossi e quindi pianificare l'immediato futuro.

Veniamo quindi a giovedì scorso!
La mattinata non parte benissimo con uno squaraus di proporzioni bibliche per probabile freddo  o per ingredienti incerti nella Milanesas magnata la sera prima. Svuotati i "tubi", verso le 12 sono uscito dal residence con passo sicuro. Sole PIENO, lieve venticello e buona temperatura. Ci piace!

Arrivato al parco misuro col gps gli 800 metri, abbondando un pochetto (non si sa mai). Trovo i miei punti di riferimento (pali, statue e via dicendo) e parto con lo stretching. Il percorso intorno al parco è affollato di turisti, gente con i cani, gente in bicicletta (c'è un pezzo di ciclabile sul rettilineo opposto alla partenza) e semplici runner. Insomma 'na paranza di persone che mi complicheranno un po' le cose.
Da aggiungere che l'asfalto è molto molto sconnesso e in alcuni punti ho preso letteralmente il volo ritardando più volte gli appoggi ed andando in lieve fuori giri.

Vabè a parte tutte 'ste menate, questo è quello che il garmin training center dice (che di solito arrotonda per difetto le distanze):

825m in 2'30''55 - media 3'02''/km
821m in 2'36''07 - media 3'10''/km
814m in 2'27''58 - media 3'01''/km

La prima ripetuta l'ho fatta a CANNONE senza risparmiarmi. Curve a 90° fatte larghe per mantenere velocità, zigzag tra turisti del caiser (quale io sono eh eh) e musica truzza a pompare nelle vene.
Chiudo in 2'30''...gagliardo, mi piace! Certo, sono oltre l'obiettivo ma gli 800 metri erano per eccesso e poi tutta la gimcana tra turisti...si si, mi piace! Ottimismo Gianni!!!

Recupero 6 minuti e parto per la seconda ripetuta dove ho accusato quella che io chiamo "paura della fatica". Esatto...è quel tipo di paura che non ti permette di affrontare a BUMBAZZA gli allenamenti di qualità. Non che bisogna ammazzarsi per carità, ma bisogna anche saper resistere al vero e proprio dolore che l'acido lattico ti trasmette.
E se si corre con quella paura si parte lenti e si finisce ancora più lenti!
E così è stato...correndo "senza testa" si finisce per cedere alla fatica ed allora scali di marcia e progressivamente perdi in frequenza di passo e i secondi passano veloci. Non per niente chiudo con un pessimo 2'36''.
 
Arrabbiato con me stesso ripenso ai discorsi col mister e cerco di focalizzare tutta la mia rabbia e la determinazione nelle gambe e nell'ultimo giro che mi aspetta...non si deve ragionare su un 800..si corre veloce e lo si fa da subito! Non ci sono scuse che reggano...il doppio giro della morte non si chiama così a caso!
E' ora! Parto nuovamente a CANNONE...le gambe spingono ma la fatica è enorme! Sul lungo rettilineo invaso di gente stringo i denti come non mai...mi sentivo pesante come una roccia ma sentivo anche che la frequenza di passo c'era tutta...Nel finale per poco non mi vado a sfracellare su un ciclista che veniva nella direzione opposta e che, 'tacci sua, non si è spostato di un cm...ci urtiamo così le spalle e mi trattengo dal dirgli un molto poco international "VAFF****O"!

Quando premo "lap" però tutto passa!!!! C'è soddisfazione!!! 2'27'' senza molte qualità nelle spalle ma con tanta grinta!

Poi è stata la volta dei 200 credo abbastanza precisi (4 cartelli stradali posti a 50 metri l'uno dall'altro!):
29''78 - 29''67 - 33''07

In serata il giusto premio...
Nel quartiere di Retiro, in pieno Microcentro la scelta è caduta su un locale consigliatoci dai colleghi autoctoni, La Chacra "El restaurante màs tipico de Buenos Aires".

Ordiniamo uno startup di empanadas di carne ed un secondo massiccio con 500 grammi di bife de Chorizo di proporzioni bibliche.

La foto non rende l'idea perché la prospettiva mi ha fregato, ma vi assicuro che era alta 3 dita e grande quanto tutto il piatto!

Inutile dirvi che al termine eravamo ampiamente fuori combattimento...distrutti ma satolli!

mercoledì 16 marzo 2011

Tanta roba


 
Come diciamo in gergo milanese-aziendale, questa è: TANTA ROBA!
E' sabato scorso e mi trovo alle Cataratas del Iguazú insieme al mio collega Marco. Lo spettacolo che ci si para davanti è IMPRESSIONANTE, maestoso, unico, indescrivibile...il fragore dell'acqua, l'umido, il calore e poi tutto quel verde, gli uccelli variopinti, le innumerevoli farfalle ed ancora le scimmie e dei buffi animaletti simili a piccoli tapiri...tutto è lì a due passi da me e mi ci ritrovo immerso fino al collo!

La foto di apertura mi piace molto...la passerella portava vicinissimo alla cascata (salto Bossetti) ed in quel punto si era completamente immersi dagli spruzzi dell'acqua. Mi son lasciato andare e naturalmente mi è venuto di alzare le mani al cielo e di chiudere gli occhi. Il boato dietro di me, il vento provocato dallo spostamento d'aria e poi tutta l'acqua che mi veniva addosso ed in alto un sole meraviglioso...una sensazione indescrivibile! 

Garganta del Diablo
Non parliamo poi della Garganta del Diablo, una maestosa cascata alta 82 metri, larga 150 e lunga ben 700!!! Un qualcosa di veramente spiazzante...la natura è POTENTE!
Ho provato a fare tante foto ma l'enorme nube di vapore acqueo che si alzava e che spesso ci investiva ed inzuppava completamente ha reso le cose decisamente difficili!

La trasferta come potete vedere procede abbastanza bene, Buenos Aires è una bella città, ricca di verde, piazze e dall'odore particolare...si, la prima cosa che ho notato uscendo dall'aereo una volta arrivato, è stato l'odore dell'aria! Mi dava l'idea di un qualcosa di fruttato, di esotico...non so. Ogni luogo ha un suo odore e l'impatto, così forte, è stato emozionante.
Avevo la netta percezione di trovarmi in un luogo "lontano" e "diverso". Il primo giorno di lavoro c'è stata la solita caga pre-partita con conseguente lieve calo di morale (e la mia bella che mi ascolta sempre ne sa qualcosa :*) ma poi il tutto è filato via liscio come l'olio.

Gli argentini, che siano colleghi o semplici passanti o negozianti, sono tutti estremamente gentili e affabili (qualcuno tenta di fregare, è chiaro) e nel complesso il carattere è molto simile a quello dei compaesani del sud Italia.
La lentezza e la calma sono un MUST qui...scordatevi la velocità delle cassiere dell'Esselunga (sante donne) o la solerzia nel lavoro, qui ci sono dei ritmi da rispettare ed accelerarli è impossibile. Dopo primi attimi di sbigottimento ormai ci siamo serenamente abituati al lento destino! :)

Parillada a Puerto Iguazu
Per ultimo MA non ultimo, la CARNE...quale aggetivo potrei usare?? Sublime?? No, troppo poco. Eccelsa?? Forse. Divina??? Sicuramente!
La carne signori miei è ad un livello superiore! Non avevo mai e dico mai assaggiato nulla di simile...Il primo timido rapporto è stato con una Milanesas elaborata che ci ha completamente stesi. E' seguita una tosta ed eccellente Parillada completa per due persone (inutile dirvi che il costo è ridicolo) in quel di Puerto Iguazu, ma l'apice, il vero nirvana, è per ora raggiunto dalla superba ed inimitabile Ojo de Bife mangiata al Buenos Aires Grill's!!!!
Un taglio di carne sconvolgente...impossibile aggiungere altro. Roba di un certo livello signori miei!

Il settore corse dal canto suo non è rimasto al palo anche se la qualità ha dovuto far spazio a lenti e medi e tanta tanta palestra (ogni giorno). Il fatto è che tornando da lavoro tardi e non conoscendo perfettamente la vita notturna Argentina, la mia auto-conservazione mi impone allenamenti in residence alle dipendenze del tapis roulant. Sicuramente questo weekend, di buon'ora potrò finalmente correre a briglia sciolta nelle strade cittadine della capitale e verificare la situazione di forma!

Per ora è tutto, perciò hasta luego a todos!

PS La valigia è arrivata, dopo 2 giorni, ma è arrivata. ;)

martedì 8 marzo 2011

Muchos grazias AirFrance

Sono in Argentina...almeno io, perchè il mio fido bagaglio non lo è!!! Trasferta lavorativa che ha del surreale con una sequenza di improbabili sfighe degne di nota e comparabili solo ad un personal best sugli 800!

Partiamo dal fatto che a Milano l'aereo per Parigi risulta in ritardo NON precisato per via di uno STRIKE degli addetti al carburante in quel di Parigi (città dalla quale l'aereo sarebbe dovuto arrivare). Vabè, 1 ora e mezza di attesa e via a prendere l'aereo che come un fulmine si precipita su Charles de Gaulle per incastrarsi con le coincidenze intercontinentali.

Appena arriviamo nella capitale parigina delle hostess ci guidano all'imbarco del volo intercontinentale che attende noi ritardatari. Passo svelto, controllo bagagli pazzesco per via dei due portatili e cavatteria annessa ma esito fortunatamente positivo con imbarco in perfetto orario.
Ok siamo seduti sull'enorme uccello d'acciaio che sfiderà l'oceano...ok, 30 minuti di ritardo...ok, 1 ora di ritardo...ok 2 ore di ritardo...oh signur!!! No, ecco, si muove...rullaggio in pista ma qualcosa continua a non andare...si ferma...dietrofront! Per problemi tecnici il volo è annullato!!! NOOOO!!!

Oramai sono le 2 di notte passate...fila interminabile per farci assegnare un albergo. Si arriva ai pullman, si parte, si arriva all'hotel sbagliato, si ritorna, si riprende lo stesso autobus che stavolta ci porta all'hotel corretto. Sono le 3 di notte. Fila nell'hotel per l'assegnazione delle camere...passa il tempo, sono le 3:30, siamo nella stanza, buonanotte! Ore 7:30 in piedi...colazione e ritorno a Charles de Gaulle con il treno automatico.

Imbarco con un'ora di ritardo...14 ore di volo (con menu pranzo modificato) ed arrivo quasi sereno a Buenos Aires per via di forti turbolenze in atterraggio. Attesa per le valigie...attesa si...le valigie non arrivano...ok, dirigersi ai reclami. Compilare moduli, firme, controfirme, rassicurazioni, abbandono dell'aereoporto.
Si prende un taxi. Due chiacchiere e via a 160 km/h sulla autostrada con SORPASSI DA DESTRA allucinanti...Io e il mio capo ci guardiamo con risata isterica annessa...oramai non ci stupiamo di nulla ed abbiamo la certezza di non trovare nemmeno il residence...o peggio di non arrivarci nemmeno!!

Dopo aver consumato gomme e freni come si deve il taxista "spilla" al mio capo 200 pesos con abile mano (ce ne accorgiamo dopo) e noi da bravi turisti gli lasciamo pure la mancia. Clap clap clap!

L'avventura termina con una doccia sanatoria e la consapevolezza che chi ben comincia e solo a metà dell'opera!!
Ad oggi la valigia deve ancora arrivare (sono passati 2 giorni)...la sua venuta è prevista per domani alle 13:00. Incrociamo le dita perché le mie scarpe da running (e tutto il resto) ora si trovano a 33000 piedi da terra! Olè!

venerdì 4 marzo 2011

Hard Work - Parte seconda

Per la miseria se è dura!!! In questi giorni sto lavorando bene, forse ho ecceduto un pochetto in palestra ma gli allenamenti procedono anche se con tempi nettamente inferiori a quelli obiettivo!

Se c'è una cosa che la velocità mi sta insegnando è che per raggiungere un obiettivo importante non basta il talento (e sinceramente credo di averne davvero poco) ma conta soprattutto la continuità e la costanza del lavoro.
Ad un certo punto ti accorgi che la pacchia finisce, che per migliorare devi davvero dare fondo a tutte le tue energie, a tutta la tua tenacia, a tutta la tua forza, soprattutto mentale.

Correre un mille a 3'10'' non è facile (per i top sicuramente lo è), un mille non è corto, un mille riempie le gambe di acido lattico e la fatica che si prova è totalmente diversa dalla fatica che si prova al termine di una 21K tirata...
Correre un mille veloce significa dover stare attenti a dosare le energie e significa dover stringere terribilmente i denti nel finale quando le gambe non ci sono più, quando sollevarle significa compiere uno sforzo sovraumano e quando tutto nella tua desta dice BASTA!
Lo sforzo è talmente intenso e prepotente che prima di correre certe sedute ho quasi paura!!! Ho timore di quella sensazione di svuotamento totale durante la quale si comincia a sbandare, si perde l'assetto e solo con grande carattere si può riuscire a terminare l'allenamento.
Talmente devastante durante ma terribilmente appagante poi...già, perché quando riesci a concludere una ripetuta tirata come si conviene, dopo ti senti un Dio, ti senti FORTE, ti senti POTENTE.
Non sono ancora degno della pista ma ci sto lavorando e questa estate qualche soddisfazione proverò a levarmela! Potete giurarci!

Ma veniamo a quanto fatto ieri. L'allenamento prevedeva:
2000(3’20) r.5 + 3x1000(3’10) r.2 + 8x60sal r.2
e la modifica consigliata saggiamente dal coach consisteva in +10sec a tutte le ripetute.
Io ho fatto (modestamente) peggio!

2000 in 7'13'' (1'48'' + 1'50'' + 1'48'' + 1'47'') - 3'37''/km
poi 5' di rec. e via con la debacle dei mille:
1° in 3'15'' (1'35'' + 1'40'') rec. 2'
2° in 3'30'' (1'44'' + 1'46'') rec. 2'
3° in 3'29'' (1'44'' + 1'45'')
poi ho fatto le salite 8x60.

Sul 2mila avrei dovuto tenere l'1'45'' di media ogni 500m ma le gambe non ce la facevano a spingere di più, o meglio avevo timore dei mille successivi e quindi non volevo spomparmi del tutto. In più ero ancora lievemente imballato dal potenziamento del lunedì e quindi non potevo davvero chiedere di più al mio corpo. In particolare lo squat a 37kg (3x8) e la panca a 41kg (3x6) hanno lasciato il segno!

I mille invece li avrei dovuti correre a 3'20'' e, a parte il primo dove ho osato forse un po' troppo, i successivi due sono stati davvero faticosi da portare a termine. E quando dico faticosi, intendo anche e soprattutto da un punto di vista mentale...
L'aria gelida (3°C) ed il clima infelice (pioggia e forte umidità), non mi hanno aiutato di certo. Nonostante questo però sono contento! Un giorno mi sarei depresso o incazzato nel vedere tutto questo distacco dai tempi previsti, oggi invece ho la consapevolezza di stare lavorando duro e so di dover solo attendere, perché tutto questo sudore alla fine premierà.

Stanco?? Si, da morire...ma mi sento una ROCCIA!

martedì 1 marzo 2011

Hard Work!

Eh già. Lavoro duro e tanta umiltà, solo questa è la chiave per raggiungere risultati importanti. Ho ancora tanta strada da fare, lo ammetto, specialmente dal punto di vista motivazionale e di atteggiamento ed il bellissimo post scritto da Filippo qualche giorno fa, oltre che a destarmi, descrive benissimo cosa significhi dedicare anima e corpo per il raggiungimento di un obiettivo.
Superare la fatica, conoscere i propri limiti, sacrificare tempo libero ed uscite, incastrare gli allenamenti sempre e comunque, essere ostinati e cocciuti, rialzarsi dopo gli infortuni. Solo grazie ad una corretta miscela di tutti questi elementi si può fare la differenza ed il nostro Filippo è certamente un esempio concreto da seguire ed al quale ispirarsi.

Successi ed insuccessi bisogna andare avanti e crederci comunque, così dopo un inverno non proprio esaltante dal punto di vista della salute con prima la bronchite e poi la gastroenterite, che mi hanno bloccato per diverse settimane, gli ingranaggi ricominciano lentamente a girare ed a prendere velocità. Come una formica bisogna infatti continuare a lavorare sempre e comunque perché così facendo c'è la certezza di raccogliere buoni frutti! O se non altro di averci provato con dignità!

Partiamo allora da giovedì scorso, seduta dei difficili 5x500:

L'obiettivo era di 2'55''/km, ergo 1'27''50 sui 500:
1° in 1'29''10 - ai 400 ero perfettamente in linea su 1'10'', poi inspiegabilmente mollo nel finale...forse mi sono rilassato troppo;
2° in 1'25''73 - perfetto, corso con ottima impostazione e non in estremo affanno, anche se l'aria gelida mi tagliava in due;
3° in 1'31''20 - prima crisi dopo i 400, finale molto faticoso e primi segnali di acido lattico nelle gambe;
4° in 1'35''30 - forte crisi già dopo i primi 300, braccia pesantissime e gambe di legno...mi trascino con fatica! Giramenti di testa durante il recupero;
5° in 1'41''15 - crisi totale dopo i 200, tanto che pensavo di mollare. Stringo i denti e porto a casa con estrema fatica l'ultima ripetuta, scoordinatissimo e con braccia e gambe offline!!!

la media totale sarà di 1'32''...DURA REALTA'! Ma non importa, 5' minuti di recupero e via con i 200:
1° in 33''52
2° in 33''82
3° in 34''53

Continuiamo con venerdì con un lento di 10K a 5'10'' con 151 (76%).

Poi sabato ritorna la qualità con un 4K veloce. La velocità obiettivo è di 3'30''/km ma il motore non può ancora esprimere una simile potenza. Nonostante questo ci provo:
4K veloce alla media di 3'40'' (3'33''+3'41''+3'44''+3'42'')

Ho provato a mantenere i 3'30''/km ma dopo il primo km le mie gambe hanno auto-impostato un ritmo più consono alle mie attuali capacità!
E' seguito un 8x150 in salita suddivisa in 3 tronconi di pendenza diversa (dura - facile - dura).

Domenica era la volta del lungo:
16K a 4'21'' con 169bpm (86%) - pioggia dopo i primi 10K.
def. 1,2K a 5'34'' con 149bpm
Corso in scioltezza con frequenza cardiaca sotto controllo e passo sereno. Buone sensazioni.

E veniamo a ieri. Completamente svuotato dal punto di vista aerobico, il mister, come un sapiente sarto, mi cuce perfettamente l'allenamento di qualità super anaerobico!!! Non avevo un briciolo di energia sulla durata ma sentivo i muscoli pronti e potenti. Sul piatto la mia prima volta degli eventRun!

Tempo inclemente (come al solito) con pioggia costante modello inglese...tutto viscido, umidità folle e freschetto con 5°C. Ho capito l'antifona, giacca impermeabile, cappello e via a farmi la doccia!

risc. blandissimo di 2km a 5'50''/km
stretch + plio + qualche allungo

4x300 er - obiettivo: (7.5 + 27 + 14) - 48
1°- (8.12 + 28.65 + 15.25) - 52.02
2°- (7.63 + 27.07 + 14.75) - 49.45
3°- (7.05 + 26.98 + 15.05) - 49.08
4°- (7.65 + 25.87 + 15.43) - 48.95

recupero 8' al posto dei 4' in quanto avevo troppa stanchezza alle braccia ed alla spalla, punto debole sul quale continuo ad insistere ma c'è ancora tanto da fare. In più lo ammetto, avevo una maledetta paura di quel 500...lo temo, è minaccioso...ho paura nel correrlo caxxo! So che mi spiezzerà in due ma cerco di convincermi a non partire a bomba, tanto il minuto e venti (obiettivo) è ancora lontano...così stringo i denti e parto:

500m - (34.33 + 36 + 17.22) - 87.55 - 1'27''55

Sono troppo debole di braccia e spalle, arrivo sempre con forte acidosi lattica nei bicipiti delle braccia.
Recupero altri 8' (questa volta quelli che mi spettavano!) e scatto per i 4x60 (circa):

1°- 8.85
2°- 9.40
3°- 8.82
4°- 9.22

Dopo queste accelerazioni è stata la volta del 2x100 runA, che finalmente ho azzeccato in termini di esecuzione!!! Non per niente dopo 80 metri le gambe non si alzavano più!!! Bellissimo esercizio comunque!!!

Dopo tutti questi lavori oggi finalmente si fa un po' di pausa, pausa nel senso che tengo palestra eh eh!!! Nel complesso sto abbastanza bene anche se un po' (tanto) di magone inizia a prendere il sopravvento...la partenza per Buenos Aires è infatti fissata per questo sabato. 14 ore di volo mi divideranno dalla mia bella, separazione che durerà un mese pieno...il ritorno è fissato infatti per i primi di aprile.
In compenso (magrissima consolazione) pare che l'albergo/residence abbia una palestra in dotazione ed in più le medie climatiche danno come minima 16°C e come massima 27°C. Da questo punto di vista non ci si può proprio lamentare!!! Gli allenamenti perciò dovrebbero proseguire senza troppi scossoni.

Una considerazione la merita la geolocalizzazione di parte del Califfo Team:
Il nordico Lucky come tutti sappiamo è ormai abituè di Boston e quindi del NORD America;
il burino/leccese Califfo è posizionato giustamente nel CENTRO/SUD America;
mentre io, da bravo terronazzo non avevo altra scelta che finire nel profondo SUD America!!!
Come dire, ON YOUR MARKS....
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